cart1Bosco Limone copertinaSergio Bosco

Il limone verde

Racconto

Giugno 2016 / Paper / ISBN 978-88-88479-40-8 / 

114  pp. / italiano
Prezzo di copertina: € 7,50 Euro + spese di spedizione

 

Nel suo romanzo d’esordio, il torinese Sergio Bosco racconta di Vittoriano Von Fürstemburg, un investigatore scontroso e misantropo, specializzato in casi di infedeltà. Uno studio arredato dal padre decenni prima e rimasto immutato nel tempo, i soliti casi da risolvere sempre uguali, la presenza simbolica di un limone ammuffito nel frigo. Ma tutto viene sconvolto quando entra nella vita di Vittoriano il ciclone Floriana, bella ed esuberante, una “fabbrica di complicazioni” come lui definisce le donne e in questo caso più che mai a ragione. All’inizio pare la solita indagine per infedeltà coniugale ma il caso si rivela assai più complesso e pericoloso e porterà i due protagonisti a rischiare la vita. Sarà un’esperienza che li cambierà profondamente portando un vento nuovo nelle loro esistenze.L'autore

Leggi l'estratto:

Suonano al citofono, Vittoriano risponde:
“Chi è?”
“Sono Floriana Castellacci, mi manda Giulia, posso salire?”
“Va bene apro”.
Vittoriano lascia la porta aperta e ritorna nello studio. Floriana, sul pianerottolo, bussa ma non ottiene risposta, allora un po’ titubante apre completamente la porta, entra, richiude e si ritrova in un lungo corridoio semibuio. Alle pareti grandi quadri raffiguranti personaggi dall’aspetto austero che la guardano severi. Un po’ intimorita avanza di qualche passo poi si ferma.
“È permesso?”
Silenzio totale. Al fondo del corridoio, una porta a vetri illuminata.
“Ma che razza di educazione, poteva aspettarmi all’ingresso!”
Floriana avanza incerta fino alla porta semiaperta e bussa sul vetro.
“Posso entrare?”
“Certo che può, le porte sono fatte apposta!”
Lei apre completamente, entra e si ferma ad osservare l’ambiente che incute una certa soggezione: è poco illuminato e arredato in modo austero, come un vecchio studio notarile. Seduto dietro la scrivania, l’uomo con la testa maculata che ricorda un grosso uovo di quaglia, (almeno tale è l’impressione immediata di Floriana), continua a scrivere. Lei rimane in piedi imbarazzata, senza sapere cosa dire né cosa fare. La soluzione estrema: un rumoroso colpo di tosse. Finalmente l’uomo posa la penna, si appoggia allo schienale della sedia, incrocia le mani sulla pancia e sospirando, rivolge lo sguardo verso la donna. Al contrario di Vittoriano, la natura con lei è stata molto più generosa: alta e con le forme ben proporzionate, una palla di riccioli rossi ramati e grandi occhi verdi vivacissimi. Addosso un’autentica esplosione di colori: un vestito bianco decorato con papaveri rossi, una collana formata da grosse sfere multicolori e una borsa con disegni di fiori stilizzati gialli e blu. Per non notarla, forse si dovrebbe vivere in un altro pianeta.
La scena in quel momento: una bella donna, alta, coloratissima, in piedi davanti ad una vecchia scrivania e di fronte, un uomo seduto, con le mani incrociate sulla pancia, che la guarda con gli occhi socchiusi.
“Posso sedermi?”
“Certo che può, le sedie sono fatte apposta!”
Floriana solleva gli occhi verso il soffitto, anche lei sospira insofferente: l’impulso è di uscire subito da quel luogo tetro, via da questo omuncolo antipatico, ma ormai ... Si siede su una poltroncina di velluto rosso sbiadito e posa la borsa per terra.
Vittoriano ha sempre avuto difficoltà nei rapporti con le donne. Forse tutto è iniziato nel periodo dell’infanzia, essendo cresciuto con due sorelle più grandi che davano sfogo alle proprie frustrazioni con quotidiane prepotenze verso il fratello minore e poi la madre, quasi indifferente verso i figli, che passava le giornate a dipingere laghetti e cesti di verdura. Una mescolanza di timidezza, diffidenza, incomprensioni verso la popolazione femminile e in parte il suo aspetto fisico, hanno contribuito al risultato di tutta una vita in una cronica solitudine. Definisce le donne ‘fabbriche di complicazioni’ e a suo dire, nessuna è mai riuscita nell’impresa di fargli cambiare opinione. Il paradosso è che la maggioranza dei suoi clienti sono proprio donne ma, Il lavoro è lavoro, sostiene rassegnato. In realtà non è affatto insensibile al fascino femminile, al contrario, tant’è vero che l’apparizione di Floriana ha portato un certo scompiglio nel suo popolo di ormoni.
“Orbene, Lei è venuta da me per qualche problema coniugale, immagino.”

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