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La Storia della scienza e della tecnica del Vicino
Oriente, di solito, viene separata dalla occidentale
ed ancora oggi è colma di lacune per la scarsa
conoscenza e diffusione di lingue non-europee,
per le difficoltà di accesso alle fonti scritte
e per la specificità delle traduzioni di testi
tecnico-scientifici. A detti ostacoli va sommata
la difficoltà che l'uomo "medio" occidentale incontra
nel dismettere il proprio habitus mentale, esito
di una formazione ormai radicata che vede solo
nel mondo classico e nel rinascimentale un modello
di cultura unico ed incontestato, quasi che altri
popoli non abbiano potuto produrre risultati confrontabili
con i nostri; tanto meno si è propensi a ritenere
che "altri" possano avere affidato al mezzo scritto
la conservazione e la trasmissione delle conoscenze
acquisite con lo studio e con la prassi a questa
utili.
Il lavoro presentato in queste pagine fu strutturato
agli inizi degli anni Novanta, quando gli studi
su testi tecnico-scientifici elaborati in ambito
islamico ed i paralleli con probabili fonti -
soprattutto romane - costituivano un'avventura
"pionieristica".
Un primo approccio al trattato di Karaji fu effettuato
indirettamente, attraverso alcune brevi citazioni
presenti in testi di tecnici persiani consultati
per la tesi di laurea in Lingue e Letterature
straniere moderne su "Le tecniche costruttive
del Medio Evio islamico attraverso le fonti persiane",
che ebbe come relatore il prof. Giovanni M. D'Erme
e correlatore il prof. arch. Vladimir Zoric. Gli
approfondimenti sulle fonti furono una "naturale
ed ovvia" conseguenza, a loro volta oggetto della
tesi di Ph.D. in Studi Iranici su "Il sapere tecnico-scientifico
fra Iran e Occidente, una ricerca nelle fonti".
L'Estrazione delle acque nascoste è un
trattato sulla costruzione dei qanat, tipici acquedotti
sotterranei persiani. Fu compilato intorno al
Mille dal matematico arabografo Karaji, il quale
aveva trovato "manchevoli e inutili allo scopo"
vari testi consultati. Il ricco ed articolato
contenuto ed i richiami a "testi letti", agli
"Antichi", ai "Sapienti" spinsero ad effettuare
ulteriori ricerche ed approfondimenti. La presenza
di tracce greco-romane ha indotto a indagare sulla
formazione del tecnico e dell'uomo di scienza
musulmano del passato vissuto - come Karaji -
in un periodo storico che, per il mondo musulmano
di epoca medievale, costituisce il periodo formativo
caratterizzato da rielaborazioni e da innovazionie
innestate su un substrato di saperi conoscenze
condivise con la tradizione occidentale. I risultati
di quelle prime indagini - convalidati ed integrati
da successivi studi - vengono presentati ora assieme
alla traduzione in lingua italiana del trattato
ed alla proposta di analisi comparata con opere
di autori latini e greci più antichi.
La conoscenza di testi greci da parte di studiosi
musulmani è acclarata da tempo; sconosciuta, invece,
è la presenza di riferimenti - talvolta vere e
proprie "citazioni" - di scritti latini in correlazione
a temi di carattere naturalistico; del tutto nuovo,
intanto, è l'inserimento - nel trattato persiano
- di vai capitoli dedicati al diritto ed alla
strumentazione topografica corredata, fra l'altro,
da disegni, descrizioni e dimostrazioni di teoremi
sui quali si basa il suo funzionamento.
Nelle pagine che precedono la traduzione del
trattato - eseguita sulla scorta della versione
persiana di Hamin Xadivjam comparata con la trascrizione
del araba del manoscritto di Hyderabad - viene
delineato a grandi tratti l'ambiente culturale
entro cui è vissuto l'autore, contemporaneo di
Avicenna e di Biruni, vissuto in una stagione
caratterizzata - in ambito islamico - dall'apertura
verso l'esterno, dalla acquisizione e dal sincretismo
di idee di varia provenienza, da nuovi impulsi
negli studi di carattere scientifico e tecnico,
oltre che filosofico.
Gli accostamenti con testi di studiosi greci
e romani costituiscono soltanto delle "proposte";
infatti, sono possibili anche ulteriori confronti
che ciascun lettore potrà effettuare sulla scorta
delle proprie conoscenze e dei propri interessi.
Non occorre, tuttavia, indurre all'esegesi volendo
scovare dietro le parole di Karaji "a tutti i
costi" il pensiero filosofico-naturalistico-scientifico
che ha caratterizzato il mondo occidentale. Infatti,
la maggiore dimestichezza che abbiamo con gli
scritti di studiosi occidentali potrebbe indurre
a trascurare l'inserimento del testo nell'ambito
culturale islamico in cui Karaji è vissuto ed
ha operato impegnandosi sia a livello pratico,
in quanto ingegnere di ponti strade e canali,
sia a livello teorico, in quanto autore di vari
testi scientifici e tecnici.
L'autrice. Giuseppina Ferriello nasce
nel 1954 ad Arienzo, in provincia di Caserta;
nel 1980 si laurea in Architettura con una tesi
progettuale; nel 1983 si specializza in Restauro
dei Monumenti discutendo la tesi 'Il restauro
del complesso monumentale di S.Agostino in Arienzo';
nel 1993 si laurea in Lingue e Letterature straniere
moderne, indirizzo orientale, con la tesi in lingua
e letteratura persiana 'Le tecniche costruttive
nel Medio Evo islamico attraverso le fonti persiane';
nel 1998 consegue il Ph. D. in Studi Iranici con
la dissertazione 'Il sapere tecnico-scientifico
fra Iran e Occidente, una ricerca nelle fonti'.
Attualmente è docente di Storia dell'Arte nel
Liceo Classico "Giordano Bruno" di Maddaloni -
dove fu allieva - e dal 2001 è anche Supervisore
di Tirocinio di Storia dell'Arte nella Scuola
Superiore di Specializzazione per l'Insegnamento
della Campania istituita presso la facoltà di
Lettere e Filosofia della Seconda Università degli
Studi di Napoli. Le principali pubblicazioni riguardano
la Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica
e la Storia delle Scienze matematiche e tecniche
comparate. Oggi svolge ricerca prevalentemente
nel campo della Storia della Scienza comparata
su fonti manoscritte in lingua persiana riguardanti
le scienze matematiche ed il campo tecnico-ingegneristico.
INDICE
Presentazione
Prefazione di Romano Gatto
Introduzione
La formazione ed il ruolo del tecnico protomusulmano
Karaji ed il suo trattato
Traduzione ed analisi
comparata con fonti antiche greche e romane
Premessa
Sezione I (Cap. 1)
Sezione II (Capp. 2 – 11)
Sezione III (Capp. 12 – 14)
Sezione IV (Cap. 15 – 17)
Sezione V (Cap. 18 – 19)
Sezione VI (Cap. 20 – 24)
Sezione VII (Cap. 25)
Bibliografia
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